La prima bella storia TONELLO, dall’efficienza alla sostenibilità

La prima bella storia

TONELLO, dall’efficienza alla sostenibilità.

Come promesso ecco il mio primo racconto delle “belle storie” italiane sulla sostenibilità.

Questo mese vi parlo di Tonello S.r.l., un’azienda vicentina di Sarcedo, che opera nel settore della produzione di macchine per il trattamento in capo e fissaggio dei tessuti.

Cosa vuol dire essere sostenibili per Tonello?

Prima di tutto sviluppare tecnologie sostenibili, che qualche decennio fa, erano definite semplicemente “efficienti”. Già nel 1985 l’azienda studia e progetta le prime lavatrici a carico frontale che consentono un grande risparmio di acqua. Poi, verso la fine degli anni 80 e gli inizi del decennio successivo, vengono inseriti i robot di spruzzatura e carteggio, rispondendo all’esigenza di salvaguardare la salute dei dipendenti, evitando che dovessero svolgere mansioni poco salubri: il rispetto per l’ambiente si coniuga quindi con l’attenzione alla salute ed integrità per i propri collaboratori.

Da sempre la ricerca e sviluppo ha avuto un ruolo fondamentale in azienda e proseguendo nell’innovazione,  nel 1995 entra in scena il laser per la marcatura dei jeans, fino ad arrivare nella storia recente all’applicazione dell’ozono al lavaggio, introducendo tutte le tecnologie che permettono di risparmiare sempre di più l’acqua e raggiungendo un grande obiettivo: la produzione di un capo finito utilizzando solo 5 o 10 litri di acqua contro gli 80/100 litri che normalmente vengono utilizzati per produrre un pantalone o un jeans. L’azienda Tonello si concentra sull’ottimizzazione del consumo di acqua, perché questo porta con sé il risparmio di tante altre risorse.

È così importante la parte di creazione e progettazione di prodotti e processi che nel 1997 l’azienda crea un vero e proprio Centro Ricerche, riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca Tecnologica.

I comportamenti responsabili sono poi anche corredati da fatti molto concreti come:

  • l’applicazione della targa verde di ACIMIT e RINA su tutti i prodotti, che identificano le performance energetiche e ambientali dei macchinari tessili, in base alle emissioni di CO2 richieste da ogni processo.
  • Il riciclo e riutilizzo di tutta l’acqua che serve per testare e collaudare le macchine
  • L’uso di energia solare pulita generata dai pannelli flessibili Uni-Solar per l’attività degli uffici e per produrre e testare le macchine.

Infine, nel 2019 a ITMA (la più grande fiera della tecnologia tessile e dell’abbigliamento del mondo) l’azienda ha ricevuto il Green Label Award, un premio per i continui miglioramenti nella riduzione del Carbon Footprint.

L’esempio di un’azienda come Tonello fa capire come sostenibilità e innovazione siano molto legate e rappresentino una scelta vincente per un business di successo.

 

Qui finisce il mio breve racconto, vi do appuntamento alla prossima “bella storia”. Vi aspetto.

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