Posizionamento su Google – Cos’è la SERP?

Ricerca motore di ricerca Google SERP e SEO

SERP è l’acronimo di Search Engine Result Page che tradotto in italiano significa “Pagina dei risultati del motore di ricerca”.

Queste pagine dei risultati che vengono restituite dai motori di ricerca come Google vanno da una all’infinito per alcuni tipi di ricerca.

Riuscire a posizionare le pagine del proprio sito sui motori di ricerca è fondamentale per chiunque sia presente in internet e voglia essere trovato dai propri utenti/clienti.

Le strategie di SEO mirano a ottenere tali risultati

Prima di tutto, è necessario sapere com’è strutturata e come funziona una SERP per poterne sfruttare al meglio le potenzialità e di conseguenza ottenere i migliori risultati.

Ogni motore di ricerca utilizza un proprio metodo per selezionare le pagine dei siti web che più rispondono alle necessità di ricerca espresse da una persona.

In Italia, Google è il motore più utilizzato, lo usano nove persone su dieci, quasi il 50% di questi ha dichiarato di cliccare sui link mostrati nella prima pagina e quasi tutti non vanno oltre la quarta.

Quindi, come fare per essere tra i primi link nella SERP di Google?

Bisogna che il motore di ricerca sia a conoscenza dell’esistenza di un nuovo sito web, che quel sito sia stato ottimizzato mediante le tecniche di SEO e i suoi contenuti e keywords siano pertinenti alle query di ricerca inserite dagli utenti di Google.

La cosa fondamentale da sapere su un motore di ricerca è capirne la logica.

I motori di ricerca come Google seguono i link

O meglio, seguono i collegamenti tra una pagina web ed un’altra.

In particolare, il sistema di Google per la ricerca di pagine il più possibile pertinenti a quello che un utente sta cercando, è costituito da un crawler, un indice e un algoritmo.

Lo spider di Google cerca i nuovi siti web e le modifiche alle pagine già inserita nel suo indice

Il crawler di Google.

Èsempre attivo, scandaglia il web 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e trovate pagine nuove le salva nella versione HTML in un enorme database chiamato indice, che viene aggiornato ogni qualvolta il crawler scova nuove pagine o pagine appena modificate.

Non serve solo essere presenti nel web per essere trovati da Google

Per permettere a Google di venire a conoscenza e quindi di trovare e indicizzare un nuovo sito web, quest’ultimo dev’essere collegato tramite un link ad un altro sito web, già presente nell’indice del motore di ricerca (insomma, è quasi come essere presentati).

Il motore tramite il sito “conosciuto” (quello già presente nel suo indice) segue il link è da luogo alla prima sessione del crawler e per la prima volta il sito viene inserito nell’indice.

Da quel momento in poi il sito web ha la possibilità di essere inserito nella SERP del motore.

L’ultimo filtro prima di entrare nella SERP si chiama “algoristmo di ricerca”

Google, per riuscire ad abbinare una query di ricerca con le pagine presenti nel suo indice, utilizza un algoritmo specifico, tramite il quale decide quali pagine possono essere visualizzate e in quale ordine.

Alcuni dicono che è assolutamente segreto, altri lo venerano come se fosse il santo Graal, di certo è complesso e capire come lavora veramente è quasi impossibile e nessuno sa quali sono i fattori che lo fanno decidere per una pagina anziché un altra.

Inoltre, cambia continuamente, come mutano molto spesso i fattori che determinano l’ordinamento e l’importanza dei diversi elementi.

Fortunatamente Google ci viene incontro e ci dice a grandi linee quali sono le cose importanti che una pagina e i suoi contenuti devono avere.

Un sito web aziendale o di un libero professionista, deve prima di tutto:

  • contenere delle parole chiave che siano pertinenti alla ricerca effettuata tramite il motore;
    (potrebbe interessarti l’articolo Come eseguire la corretta ricerca delle parole chiave)
  • avere un interesse rispetto a quanto sta cercando l’utente di Google o altro motore di ricerca come ad esempio Bing;
    (potrebbe interessarti l’articolo Qual è il motivo reale in base al quale un utente effettua una ricerca su Google?)
  • rispondere a degli standard di leggibilità e fruibilità delle informazioni e notizie che contiene;
  • essere ospitati su un server sicuro e stabile;
  • fare in modo che i suoi contenuti possano essere scaricati velocemente;
  • contenere immagini pertinenti e con altrettante descrizioni in grado di spiegarle.

Già questo può cominciare ad aiutare un sito web ad entrare nella graduatoria dei migliori link proposti delle pagine dei risultati di ricerca.

Cos’è la pagina dei risultati di Google?

Nota anche come SERP, mostra circa 7/10 collegamenti a quei siti che per caratteristiche rispondono ai requisiti di ricerca, stiamo parlando della prima pagina di Google (dalla seconda pagina in poi i risultati per schermata sono di più) e dei risultati di ricerca “organici”.

Il più delle volte, e a seconda della chiave di ricerca, nella parte superiore ed inferiore della prima SERP troviamo anche i link a pagamento (annunci per i quali le aziende o i liberi professionisti pagano in modo da averli in quella posizione elevata).

Gli annunci a pagamento hanno prezzi che variano a seconda della competitività della parola o frase chiave che si vuole inserire in Google Ads (ex Google AdWords).

Come possono essere i risultati nella SERP dei motori di ricerca?

Schermata di una SERP con risultati a pagamento come annuncio di Google
Esempio di risultato di parte della SERP con risultati a pagamento

A pagamento:

Se non si vuole aspettare o semplicemente si ha bisogno di far conoscere subito un prodotto o servizio, bisogna pagare per ottenere uno spazio nella prima pagina del motore di ricerca.

Google Ads (esiste anche Bing ADV) per esempio è un servizio online di pubblicità che permette di inserire spazi pubblicitari all’interno delle pagine di ricerca di Google.

Questi annunci sono visualizzati, fino a quattro, sopra i risultati di ricerca non a pagamento (organici), o sotto i risultati di ricerca e vengono selezionati dall’algoritmo che, tra le tante variabili, tiene conto delle parole chiave ricercate dall’utente.

Così facendo verranno mostrati annunci pertinenti agli scopi dell’utente, migliorando così anche l’investimento da parte delle aziende che pubblicano tramite questo servizio.

Terminata la campagna pubblicitario o il budget quel link sparisce dalla SERP.

Schermata di una SERP di Google con risultati organici  ala ricerca
Esempio di risultato di parte della SERP con risultati organici

Organici:

Se invece si vuole ottenere un posizionamento (abbastanza) stabile nel tempo, si deve puntare su quello organico (detto anche naturale), che si ottiene mediante tecniche di ottimizzazione del sito.

L’ottimizzazione del sito prevede un lavoro costante di miglioramento della struttura e delle informazioni contenute nelle pagine.

È importante che, dopo aver ottimizzato il più possibile la struttura del sito, ci si concentri sui contenuti testuali e visivi.


Scrivere testi originali, con informazioni chiarificatrici è una delle operazioni di base per la valorizzazione di un sito, affinché risulti interessante agli occhi dei lettori e dei motori di ricerca.

In conclusione

Le SERP di Google restituiscono risultati pertinenti alla query inserita, ma solo dei siti che sono stati inseriti dal crawler nel suo indice.

Si può pagare Google o Bing affinchè il link alla sito finisca in alto nella pagina dei risultati di ricerca come “annuncio”.

Oppure, si ottimizzano le pagine del sito affinchè siano utili alle persone che lo usano e rispondano alle caratteristiche richieste dai motori di ricerca, permettendogli quindi di posizionarsi in alto in maniera organica.

Per riassumere ulteriormente

Per ottenere tutto questo bisogna applicare le corrette strategie di SEO.

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